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Ancora zero piloti italiani in F1, ma forse c'è una speranza

Ancora zero piloti italiani in F1, ma forse c'è una speranza

23 novembre - 16:02 Ultimo aggiornamento: 17:03
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Simone Tommasi

Con l’annuncio di Nico Hulkenberg da parte della Haas e di Logan Sargeant da parte della Williams ormai tutti i posti sulla griglia di partenza sono stati occupati. Ancora una volta però, non ci sarà nessun pilota italiano al via della nuova stagione di Formula 1. GpBlog fa il punto della situazione e guarda alle prospettive future.

C’è tanta Italia ma non tra i piloti

Nel calendario della prossima stagione di Formula 1 ci saranno ben due gare in Italia, Monza e Imola. Nel 2020 ce n’era stata addirittura una terza, quella del Mugello. Questo dimostra una grande attenzione da parte della Formula 1 per l’Italia, anche grazie all’enorme bacino di tifosi che porta.

Anche nell’elenco delle squadre troviamo tanta Italia, con ben tre team italiani: Ferrari, AlphaTauri e (parzialmente) Alfa Romeo. Inoltre, la Ferrari fornisce i motori anche alla Haas. La Scuderia di Maranello, tra l’altro, è una delle squadre storiche della Formula 1, tra le più tifate ed è presente fin dalla prima edizione del Campionato del Mondo.

Nonostante queste premesse il numero di piloti italiani in Formula 1 sarà zero, e lo è stato anche quest’anno. Non che andasse meglio negli anni precedenti, con il solo Giovinazzi a difendere i colori italiani nel 2017 e dal 2019 al 2021. L’ultima pole position di un italiano risale al 2009, Fisichella a Spa, mentre l’ultima vittoria risale addirittura al 2006, sempre Fisichella in Malesia, ormai 16 anni fa.

Piloti italiani in Formula 1

Il già citato Giovinazzi è addirittura l’unico pilota italiano ad aver corso gran premi dal 2012 ad oggi. Prima di lui gli ultimi furono nel 2011 Jarno Trulli e Vitantonio Liuzzi, che però difendevano i colori di due scuderie di secondo piano, il Team Lotus e la HRT.

Se proviamo ad allargare il quadro ai piloti di riserva, ultimamente troviamo solo altri tre nomi oltre a quello di Giovinazzi. Il primo in ordine cronologico è Luca Ghiotto, che ha disputato dei test per la Williams nel 2017, per poi rimanere però in Formula 2, dove detiene diversi record soprattutto grazie alla quantità di gare disputate. A ormai 27 anni non è più un giovane prospetto e nell’ultimo anno si è dedicato principalmente a classi di corse fuori dalla piramide delle serie Formula.

Più di recente, nel 2021, compaiono i nomi di Antonio Fuoco e Davide Rigon, entrambi collaudatori della Ferrari. Il primo, classe ’96, non è pilota titolare in una Formula dal 2018 e nel 2022 ha corso nel Campionato Mondiale Endurance. Rigon invece ha 10 anni di più e proprio assieme a Fuoco ha corso l’ultima 24 Ore di Le Mans.

Alla ricerca del talento

Forse allora c’è qualche gemma nascosta nelle categorie subito sotto alla Formula 1? Se guardiamo alla Formula 2 il quadro è però altrettanto desolante. Nella stagione appena conclusa un solo pilota italiano è sceso in pista, e lo ha fatto su un solo circuito. Infatti, Luca Ghiotto, di cui abbiamo già parlato prima, è sceso in pista per la DAMS a Monza come sostituto, cogliendo un tredicesimo posto e un ritiro.

Scendendo un gradino sotto, nel Campionato del Mondo di Formula 3, troviamo qualche nome in più. Francesco Pizzi ha corso l’intera stagione per la Charouz, raccogliendo un punto a Imola, l’unico del suo team nel corso della stagione. Pizzi è un 2004, arrivato in Formula 3 dopo solo due anni sulle auto di Formula, in cui ha regalato buone prestazioni soprattutto nella F4 italiana. Al suo fianco in Charouz ha corso per un solo gran premio Alessandro Famularo. Classe 2003, è nato in Venezuela ma corre con licenza italiana, e fin ora ha vinto una sola gara in Formula 4.

Nella stessa categoria troviamo anche Enzo Trulli, figlio di Jarno, che con la sua Carlin ha fatto segnare zero punti, facendo peggio di entrambi i suoi compagni di squadra. Trulli ha 17 anni e ha vinto nel 2021 un campionato di Formula 4 degli Emirati Arabi Uniti, come Pizzi l’anno precedente. In Formula 3 troviamo anche Federico Malvestiti, che di anni però ne ha 22. Anche lui zero punti con la Jenzer, il peggiore dei tre piloti della scuderia svizzera.

Guardando alla F3 Regionale Europea invece, che vede già una più nutrita presenza di italiani, sono due i nomi che spiccano, secondo e ottavo nella classifica finale. Il primo è Gabriele Minì, 17 anni, che corre per la ART e ha come manager Nicolas Todt, figlio di Jean e agente anche di Leclerc. Minì nel 2020 è stato il più giovane di sempre a vincere la F4 italiana. Il secondo è invece Leonardo Fornaroli, 18 anni, che corre invece per la Trident.

Una nuova speranza

Scendendo in Formula 4, troviamo però quella che forse è la maggiore speranza per il motorsport italiano: Andrea Kimi Antonelli. Sedici anni, bolognese, nell’ultima stagione ha vinto il campionato italiano e quello tedesco di Formula 4 con la Prema - alla sua prima stagione completa nella categoria -, e il prossimo anno correrà in Formula Regional sempre con il team Prema. Dal 2018 fa inoltre parte dell’academy della Mercedes.

Intervistato da GpBlog, Antonelli spiega che l’obiettivo per l’anno prossimo è di provare a vincere anche nella categoria superiore. “L'obiettivo è come sempre di cercare di vincere, ma credo che comunque sia importante anche imparare, fare ancora più esperienza e imparare ancora di più, dentro e fuori dalla pista” dice Antonelli, che spera così di avvicinarsi sempre di più al suo sogno – e quello di molti appassionati italiani – ovvero arrivare in Formula 1. “Qualora riuscissi ad arrivarci, dopo da lì il mio obiettivo sarebbe di diventare un campione”.

In Formula Regional non ritroverà però Minì, che nel 2023 correrà in F3. I due sono forse i maggiori talenti italiani, ed è anche il nome che fa Antonelli quando gli viene chiesto chi lo ha impressionato di più finora tra i suoi colleghi italiani. “Ci ho corso in passato qualche gara contro nei go-kart, però non ci siamo mai scontrati veramente, perché essendo lui un anno più grande era difficile incontrarci. Però credo che anche lui sia un pilota molto forte”.

Anche Antonelli non sa spiegarsi perché manchino piloti italiani nelle serie maggiori. “Il motivo sinceramente non lo so, non saprei dirti perché. Però questo dispiace sicuramente, perché come ho detto in precedenza manca un pilota italiano” Il pilota della Prema spera però che le cose possano cambiare in futuro. “Sarebbe bello essere il prossimo pilota italiano in Formula 1” afferma. Se lo augurano anche tutti i fan italiani della Formula 1, che sperano di rivedere un italiano sul gradino più alto del podio, emozione che manca proprio dall’anno di nascita di Antonelli, il 2006.

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